COMUNICATO #3
L'imperativo è vincere, la sola regola del gioco è impedire l'uso della rete a chiunque abbia cose anche solo mediamente interessanti da proporre. La banda è poca, e allora perché sprecarla per dare spazio a video musicali che infrangono il copyright perché postati senza chiedere il permesso alle case discografiche, spezzoni di trasmissioni tv che infrangono il copyright perché postati senza chiedere il permesso a Berlusconi, blogger che tanto nei loro post dicono sempre le stesse cose e nessuno li legge perché tanto a guardare la tv si fa meno fatica?
Diamo spazio a chi non ha un cazzo da dire e proprio per questo deve per forza diventare un fenomeno da baraccone. Ergiamo Laura Scimone a simbolo di una intera generazione, omettiamo di dire che esteticamente è identica a Walter Veltroni con i capelli lunghi & unti e facciamola parlare di Maigol Gekksson (o di Maicol Gecson che dir si voglia) in un italiano incerto e pieno di lacune sintattiche. Diamole spazio sul Corriere della Sera e su Studio Aperto senza che abbia talento alcuno per ottenere visibilità, dividiamoci tra chi la infama perché è palesemente una persona che finge di essere ritardata e chi la difende perché in fondo è spontanea e fa la sua cosa senza infastidire nessuno. Facciamo la rivoluzione dal basso utilizzando la rete, evitando però di dire che la stiamo facendo alle spalle di una persona che se ci crede sul serio e non sta recitando una parte sta dimostrando di avere talmente poco rispetto per la propria dignità da rasentare l'incredibile.
Quando si parla di Maigol Gekksson, diventa un dovere morale citare l'immortale Paolino Paperino Band e la sua ancor più immortale megahit Maicol. Sarebbe favoloso imbottire Laura Scimone di pasticche di qualità scadente e farle cantare Maicol Gecson, ma per ora purtroppo non si può fare perché la ragazza è ancora acerba. Un giorno ci arriveremo sicuramente, ma per ora è prematuro lanciarci in avventure così rischiose.






